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Fedro - Il cane vecchio e il cacciatore
Un cane aveva sempre accontentato il suo padrone affrontando coraggiosamente tutti i veloci animali selvatici; ma sotto il peso degli anni, cominciò a infiacchirsi. Una volta, aizzato a battersi contro un irsuto cinghiale, lo afferrò per un orecchio, ma a causa dei denti cariati, mollò la preda. Allora il cacciatore, contrariato, sgridò il cane. A lui la vecchia bestia, abbaiando: "Non è stato il mio coraggio ad abbandonarti, ma le mie forze. Se ora condanni quel che sono, in realtà stai lodando quel che ero". Non è mai sicura l'alleanza con il potente: questa favoletta dimostra la mia tesi. La vacca e la capretta e la pecora rassegnata all'ingiustizia fecero società con il leone nei boschi. Dopo avere catturato un cervo bello grosso, a parti fatte, il leone parlò così:"Io mi prendo la prima perché mi chiamo leone; la seconda me la darete voi perché sono forte; poi, perché valgo di più, mi verrà la terza; se la vedrà brutta chi oserà toccare la quarta". Così la prepotenza si portò via, lei sola, tutta la preda.