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Fedro - Il cervo e i buoi
Un cervo, stanato dalla macchia, per sfuggire alla morte che i cacciatori gli minacciavano, accecato dalla paura, si diresse verso una fattoria lì vicina e si nascose nella stalla, trovata a proposito. Mentre se ne stava qui rimpiattato, un bue gli disse: "Cosa ti è venuto in mente, disgraziato, di correre spontaneamente incontro alla morte, affidando la tua vita alla casa degli uomini?". Ma lui, supplichevole: "Risparmiatemi almeno voi!", disse. "Alla prima occasione balzerò di nuovo fuori". Intanto allo spazio del giorno subentra via via la notte. Il bovaro porta del foraggio e non vede nulla. Poi vanno e vengono tutti i braccianti e nessuno lo nota: passa anche il fattore e neppure lui si accorge di nulla. Allora l'animale selvatico, pieno di gioia, si mise a ringraziare i placidi buoi, perché gli avevano offerto asilo nel momento della difficoltà. Uno dei buoi rispose: "Noi, sì, ti vogliamo sano e salvo; ma se verrà quello che ha cento occhi, la tua vita sarà in grande pericolo". Frattanto, dopo avere cenato, arriva il padrone in persona, e poiché poco prima aveva visto i buoi mal tenuti, si avvicina alla mangiatoia: "Perché c'è poco foraggio e manca lo strame? Cosa ci vuole a togliere queste ragnatele?". Mentre osserva attentamente le cose a una a una, scorge anche le alte corna del cervo; chiamata a raccolta la servitù, ordina di ucciderlo e si prende la preda. Questa favola fa capire che il padrone vede più di ogni altro nella sua roba.