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Come avvien che del suo stato non vi sia nessun contento? Dal soldato spesso sento invidiato chi vorrebbe esser soldato.Che una Volpe cerchi e voglia far da lupo è naturale, ma chi sa che non esista qualche Lupo originale, che in suo cor non trovi bello il mestiere dell'agnello?Fanciulletto questa cosa hai narrato in bella prosa, o gentil principe mio. Oggi indarno provo anch'io, vecchio bianco, all'argomento far coi versi un ornamento.Ardua impresa a quei che esprime coll'impaccio delle rime dare il garbo e dar quel sale che tu versi naturale.Pastor semplice qual sono sulle canne io canto e suono, e sebben non sia profeta, il dover però m'incombe in tua gloria un dì poeta di dar fiato anche alle trombe.Scritto è in ciel, e scritto è il vero, che del principe cortese le famose e grandi imprese desteran più d'un Omero. Il tuo core non c'incolpi, se, lasciando i grandi eroi, nel frattempo cantiam noi lupi e volpi.Disse al Lupo una Volpe: - O buon amico, per il mio desinar non ho di solito che qualche gallinetta o qualche antico gallaccio miserabile che a guardarlo ti toglie l'appetito. In questo affar tu sei meglio servito, e mentre intorno alle cascine io ronzo, più libero tu vai pei boschi a zonzo. Insegnami il mestier, Lupo mio bello, e fa' ch'io sia la prima di mia gente ad assaggiar la carne d'un agnello. Vedrai che ti sarò riconoscente.- Va ben, - rispose il Lupo, - è giusto morto un lupo mio fratello, andiamo e vestirai del vecchio morto il ruvido mantello -. E vanno, e dice il Lupo: - A te, mia cara, a far la nuova parte adesso impara, se vuoi sfuggire al fino accorgimento dei cani dell'armento -.La Volpe, tolta la sua pelle nuova, ripete del maestro la lezione, stenta in principio, ma prova e riprova, impara il suo mestier a perfezione. Quand'ecco arriva un gregge. Entra il novello Lupo e vi sparge subito il terrore, come Patròclo il dì, quando lo vide entro l'armi vestito del Pelide il popolo troiano, e vecchie e nuore e madri tutte corsero a gridare ai piedi dell'altare.Così credette il popolo belante veder cinquanta lupi in quell'istante. Cani, pastori e pecore fuggon lasciando un agnellino in pegno che il falso lupo non pigliava a sdegno. Se non che sul più buono, udito un gallo a far chicchiricchì, la Volpe pianta lì la lezione, la pecora e il maestro, e corre dietro di natura all'estro.Che vale contraffare di natura l'ingegno ed il formarsi un'illusione? La vita all'artificio poco dura e scatta sulla prima tentazione.Da te, mio giovin principe, ho preso l'argomento, ho preso il sentimento e tal e quale dialogo e morale.

Commenti (1)
  • Paolo Puligheddu  - il lupo e la volpe
    E la piu' brutta favola che ho sentito
    fin ora e' da gay leggerla ... fate
    schifo
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