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Jean de La Fontaine - L'Asino e il Cagnolino
Solo ai pochi che il Ciel ha in maggior cura è dato il dolce dono di natura d'esser cari e simpatici. Contro il suo genio invan altri s'ingegna di comparir amabile. Un spaccalegna è sempre un spaccalegna.
Un Asino già fu, conta la favola, che, pensando di rendersi simpatico, disse un giorno fra sé: "Il Cagnolin, perché piccino, è il frugolo de' padroni, che in grembo se lo stringono, e giusto ciò non è.
A lui bocconi prelibati e zucchero, perché sa dar la zampa al suo padrone, e per ogni smorfietta una carezza: e a me, perché son bestia non avvezza ai complimenti, sugo di bastone".
Così disse fra sé la grossa bestia, e un dì che il suo padron sedeva a tavola, alzò una brutta zampa, e colla musica più soave che ciuco modulò, al padroncin la guancia carezzò.
- Oh! oh! quale carezza! oh quale musica! Olà, Martino, olà -. Martino accorre e subito ballar con altra solfa me lo fa.