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Kimy e le rondini
L’estate era ormai terminata.
Appollaiato su un greppo,tra il lago e il canneto, Kimy stava ammirando le rondini, con la loro livrea bianca e nera sfumata di bluastro, mentre compivano dei voli, preannuncianti la partenza per i cieli del sud.
I piccoli nidi a coppa, composti di terra, fili di paglia crini ed erba erano ormai vuoti.
Il rondone maggiore stava dirigendo il raggruppamento.
Kimy lo chiamò:
Rondone!disse con il cuore in golaState per partire?
Si!Come ogni anno ce ne andiamo per l’Africa,ma non so se la stagione prossima torneremo!rispose il rondone.
Un gruppo di rondini aspettava gli ordini disposto sui fili della luce. Altri esemplari stavano sui tetti della capanna adiacente. Altri ancora volavano in cerchio a gran velocità, collocandosi ordinatamente secondo uno schieramento preciso.
Prenderemo il volo per le terre calde, ma probabilmente vi rimarremo!continuò il rondone.
E perché?chiese Kimy, con la fronte già imperlata di sudore per l’emozione di vedere quegli splendidi uccelli per l’ultima volta.
Da queste parti imperversa la guerra!rispose il rondoneL’occidente bombarda l’oriente. I popoli dell’Est combattono in nome di non si sa quale idolo. E anche il nord se la prende con il meridione! E’ troppo pericoloso rimanere in questa che voi definite civiltà, il nostro viaggio migratorio, se voi non cambierete, sarà senza ritorno!
Kimy ripensò alla gioia provata, ogni fine marzo, all’arrivo delle rondini, che annunciavano l’imminenza dei giorni solatii.
Sentì un groppo in gola, e gli venne in mente che il rondone aveva ragione, mentre sentiva il rombo dei motori degli aerei da guerra che si spostavano verso i paesi del levante.
Le rondini partirono, e Kimy rimase solo con la sua angoscia.
Arrivò l’inverno.
Gli uomini cominciarono a cambiare.
Molti di loro iniziarono a sventolare bandiere iridate, e a chiedere la pace.
La gente si era stancata di assistere a scempi e sprechi per armarsi e uccidere il prossimo.
Da anni la storia si ripeteva in maniera simile, con combattimenti insensati, senza rispetto per nessuno:né verso i vivi, né nei confronti dei periti in guerra, per i quali non c’era memoria.
Tutti manifestarono la necessità di giungere all’unione.
I popoli smisero di contrastarsi, e la felicità beò il mondo.
La stagione successiva, quando si arrivò alla fine del mese di marzo, Kimy attese per diversi giorni innanzi al canneto.
Un bel giorno vide apparire all’orizzonte un enorme stormo di rondini che volavano regolari. Scesero in picchiata. Alcune di loro si posarono sul tetto. Altre andarono ai loro vecchi nidi.
Sono tornate! Sono tornate!cominciò a urlare Kimy Grazie alla pace il mondo ha avuto un’altra primavera!