Nell’antico Egitto era morto da poco il toro Apis, simbolo e incarnato del fervore costruttivo.
Venerando i tori, gli egiziani, sentivano di essere aiutati nella loro opera di costruttori, e trovavano forza e motivazione nell’erigere piramidi, case e tempi.
L’anziano toro era spirato da poco.
Cominciamo i funerali!comunicò l’intendente al faraone.
Il faraone iniziò i riti.
L’animale venne mummificato,e con tutti gli onori del caso venne sepolto presso le tombe dei precedenti tori.
Adesso c’è da trovare un nuovo toro Apis!disse l’addetto ai riti magici al suo faraone.
Era infatti compito del faraone cercare il nuovo animale simbolo della costruzione.
A iniziare da quel giorno tutti lavori di costruzione,in Egitto, vennero sospesi per lutto.
Per trovare l’ispirazione il faraone trascorse tutta la notte presso i sepolcri dei vari tori venerati.
Sognò di vagare per il cielo.
Vedeva il Nilo scorrere sotto di lui,e in prossimità di un’ansa, vicino a un’oasi, mentre la sabbia del deserto imperava nel solatio paesaggio, avrebbe trovato una mandria di tori.
Il faraone sognò che il toro Apis appena deceduto gli avrebbe indicato quale sarebbe stato il suo successore.
Partirò seguendo il Nilo verso sud!avvertì il faraone parlando coi cortigiani.
Il viaggio ebbe inizio.
Superati i sicomori vicini alla città del faraone, capitale dell’impero egizio, cominciò il deserto.
Ai bordi del fiume,che quell’anno era stato particolarmente generoso, erano coltivate tante piantagioni.
Occorre trovare un nuovo toro Apis, affinché gli dei ci aiutino ancora a rendere prosperi i nostri terreni!pregava il faraone.
Il sogno premonitore fu utilissimo.
Superata l’ansa apparsa durante le visioni notturne, il faraone individuò un’oasi, e lì c’era un gruppo di tori.
Il faraone invocò il toro Apis appena morto.
Questi gli apparve,e lo guidò nella scelta del suo successore.
Era un bel toro giovane,alto, grosso, con una stella bianca in fronte.
Sarai il nuovo Apis d’Egitto!disse il faraone al giovane animale.
Conducendo il toro sulle rive del Nilo, il faraone partì alla volta della capitale.
Entrò in città acclamato dal popolo festante.
Viva il nuovo toro Apis!
Viva il faraone!urlava la gente.
Da quel giorno i lavori di costruzione, interrotti durante il lutto, ricominciarono.
Si iniziò nuovamente a erigere case, templi e altari venerativi.
Questa storia ci insegna che credere è importante.
Ci aiuta a vivere.
La fede è fondamentale.
Non importa se crediamo in un dio orientale od occidentale, l’importante è che sia un dio di pace e di amore.

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