Pet era un giovane pony.
Galoppava tutto il giorno nei prati, mentre intorno gli uccellini cantavano, e i colori dei fiori rendevano il paesaggio allegro e gaio.
All’ora di pranzo però, Pet diveniva riottoso.
Quando la sua padroncina arrivava con l’avena e il fieno, e li disponeva sul terreno per far mangiare tutti i cavalli, il pony cominciava a calciare e a litigare con gli altri destrieri.
Mostrava i denti e brontolava.
Non mangiate questa biada! si lamentava, Pet minacciando i suoi compagni –Voglio cibarmi solo io!
L’egoismo del cavallino era davvero smisurato.
Gli altri cavalli lo lasciavano fare, e si accontentavano di brucare l’erba, lasciando lui il fieno e l’avena.
Con la bella criniera e il pelo lucente,Pet si gettava voracemente verso le cibarie, per riempirsi il ventre e ingozzarsi.
Dopo aver divorata la biada si stendeva sull’erba e cercava di percepirsi soddisfatto.
Però così si sentiva in colpa.
Guardava gli altri quadrupedi giocare insieme e si sentiva solo.
Guardando il mondo con tristezza, il cielo mi sembra grigio! Il sole mi pare freddo,e la depressione mi assale!ragionava Pet.
Il pascolo nel quale il branco di cavalli scorazzavano era ampio e bello, ma sprovvisto di ripari, così, per il lupo sarebbe stato facile attaccare un equino.
Proprio quel giorno,il lupo, stava ispezionando il terreno per adocchiare una preda.
Il bell’animale, grosso, di quasi quaranta chili, con il pelo folto e il cammino agile, vagava alla ricerca di carne fresca da aggredire.
I cavalli stavano tutti insieme, e siccome i loro zoccoli erano duri il lupo pensò che sarebbe stato pericoloso attaccarli.
Notò poi Pet tutto solo,e gli venne in mente di avvicinarsi.
Quel pony è isolato! Una preda solitaria fa al caso mio!e si lanciò con forza,al galoppo, per attaccare Pet.
Nel mentre il lupo venne notato dallo stallone capo branco.
Senza pensare all’egoismo di Pet, tutti i cavalli, accorsero calciando e mordendo per salvare il pony.
Il lupo venne colto alla sprovvista,e fu costretto a fuggire.
Pet, incredulo, cominciò a ringraziare i suoi compagni.
Mi avete salvato…eppure io sono sempre così prepotente! Lo prometto, da domani non prenderò più tutto il fieno per me, ma lo dividerò con voi!
Da quel giorno Pet cominciò a mangiare insieme agli altri, e la sua vita cambiò.
Quando la padroncina arrivava con il cibo era l’ultimo a servirsi.
In quel modo non si sentiva più in colpa, ma anzi la felicità lo pervadeva.
Il cielo gli sembrava bello anche quando c’erano le nuvole, e il condividere i piaceri coi compagni raddoppiava la soddisfazione.
Finalmente ho capito quanto è bello spartire con gli altri quanto si ha!pensava lietamente Pet, che da quel giorno visse felice e in armonia con il branco, giocando e trastullandosi insieme agli amici.Provate anche voi, ragazzi, a dividere il pane e le gioie coi compagni…e tutto sarà più bello!!!!

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