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Tesori
Alle scuderie reali era nato un puledrino.
Stava allattandosi, succhiando allegro il latte materno, mentre il re lo ammirava soddisfatto.
Lo regalerò a uno dei miei tre figli!pensava orgoglioso mirando il nuovo quadrupede.
Ho un bel baio appena nato!disse sua maestà convocando i tre figli.
Lo donerò a chi di voi mi dimostrerà di essere più ricco. Ci vediamo qui al trono tra una settimana.
Per sette giorni i tre figli lavorarono per racimolare ricchezze.
Martin, il più grande, ogni mattina si recava in miniera, per raccogliere diamanti, e alla fine dei sette giorni aveva un sacco di preziose pietre da esibire al padre.
Ken,il figlio di mezzo, aveva deciso di fare l’usuraio. Prestava denaro e chiedeva in cambio lauti risarcimenti.
Il suo bottino fu ancora più ricco.
Aveva ottenuto in pegno dai suoi assistiti collane d’oro, rubini, perle preziose e monili scintillanti.
Il più piccolo, Jup, aveva avuto mille idee,ma non era, a differenza dei fratelli, riuscito ad accumulare alcuna ricchezza.
Il primo mattino aveva incontrato una famiglia di bisognosi e li aveva aiutati a lavorare nell’orto.
La seconda mattina aveva accompagnato uno storpio al mercato.
La terza mattina aveva aiutato un povero a pescare,e negli altri giorni si era occupato di assistere prima dei vecchi e poi dei bambini orfani.
Si ritrovò così l’ultimo giorno disperato:
E pensare che mi sarebbe piaciuto tanto quel puledrino!rifletteva Jup.I tre figli furono alla fine accolti dal re.
Mostratemi le vostre ricchezze!disse il padre ai figli.
Per primo si presentò il maggiore, fiero di mostrare il suo sacco di diamanti.
E’ un buon bottino!disse il re a Martin.
Anche Ken venne accolto con soddisfazione dal padre,mentre mostrava i monili e l’oro.
E tu?chiese il re a Jup.
Il più piccolo dei figli guardò costernato il padre.
Io non ho niente! Volevo fare tante cose ,ma ho dovuto aiutare una famiglia povera, ho assistito storpi, anziani, e orfani!
Il re cominciò a riflettere e poi comunicò la decisione.
I figli aspettavano la sentenza.
Ken e Martin avevano tutti e due tante speranze, Jup non pensava nemmeno più al puledrino, e si vergognava di non aver portato alcuna ricchezza.
Invece, il re, stupì tutti con la sua comunicazione.
Ho deciso di donare il cavallino a Jup!
Tu caro figlio mio, hai dimostrato, aiutando i bisognosi, di avere tanta ricchezza dentro di te! Dio ti ha fatto regalo di tanto amore…..e questa è la maggiore dovizia possibile!