Neretto era un omino tutto nero. Viveva in un paese pure tutto nero,chiamato Neropoli, dove le case erano nere, i tetti neri, le porte e le finestre nere, e neri anche i pavimenti. Neretto era vestito tutto di nero:aveva il cappotto nero, la giacca nera, la camicia nera e scarpe e pantaloni neri. Nere erano anche tutte le persone della sua città. Nera la bandiera. Nere le automobili. Neri i negozi. I cani erano tutti neri, e anche i gatti erano neri, infatti, quando attraversavano la strada, sollevavano un caos di maledizioni e scongiuri.
Bianchetto invece, era tutto bianco, proveniva da un villaggio bianco, ed era interamente vestito di bianco. Il suo paese si chiamava Biancacittà, e lì tutto era bianco, comprese le strade, nelle quali infatti le linee divisorie delle corsie non si potevano vedere, e nemmeno la scritta “stop”, cosicché il traffico era piuttosto confusionario. Qui i cani erano tutti bianchi, e siccome anche i gatti erano bianchi, nessuno doveva fare scongiuri quando attraversavano la strada. Anche le pecore erano tutte bianche, ed è piuttosto raro, come dice il proverbio, trovare un gregge con una pecora nera, pertanto i pastori erano molto contenti.
Neretto e Bianchetto vennero portati in un paese tutto grigio: Grigioburgo.
Ti piace?domandorono a Neretto.
Per me è troppo chiaro!rispose.
E a te piace?chiesero a Bianchetto.
Io lo giudico troppo scuro!
Chi aveva ragione?
Avevano ragione entrambi, e così è anche nella vita, ognuno ha la propria verità, e tutto dipende dal punto di vista da cui guardiamo le cose: se si è abituati al bianco il grigio ci pare scuro; se siamo avvezzi al nero, il grigio ci sembra chiaro.

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