Nel pollaio la vita era piuttosto tranquilla, non fosse stato per Dario, il Pollo, il quale andava sempre di qua e di là a spettegolare.
Hai visto Pasquina, come si è fatta buffa ora che è invecchiata, con quella coda sempre più corta! diceva ad Astolfo il gallo, senza avvedersi che lui, la coda, quasi non l’aveva per nulla.
Poi si recava da Carmela e sparlava di Gianna:
Questa settimana ha fatto solo tre uova!mentre lui le uova, naturalmente, non era proprio in grado di farle.
A Enrica confidava come Filomena avrebbe dovuto farsi dei colpi di sole, per rendersi un poco più carina, senza avvedersi di essere egli sempre struffato, e poco ordinato.
Persino di Astolfo, il re del pollaio, parlava male:
E’ sempre stanco! non accorgendosi di sé, ogn’ora indaffarato a non far nulla.
Quando poi trovava un paio di galline insieme intratteneva grosse chiaccherate, anche se in verità erano dei monologhi:
Grazia questo trimestre ha allevato solo due pulcini, mentre Arianna cova senza impegno!
In realtà nell’aia, recintata rusticamente per dar spazio ai volatili, l’unico a non fare alcunché era proprio lui, Dario.Eppure non la finiva mai di vedere delle mancanze o delle anomalie nelle cose degli altri.
Si permetteva di criticare tutti, osservava manchevolezze e pecche nell’operato di ogni altro componente la stia degli animali da cortile.
Dario era un po’ come noi uomini:siamo tanto bravi a individuare i difetti altrui, senza avvederci nei nostri!

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