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Doro’ non voleva Dormire
L’inverno era ormai alle porte. La famiglia dei ghiri si stava preparando al lungo letargo.
La mamma aveva già preparato le belle e confortevoli stanzette, ricolme di muschio e foglie secche. La dispensa poi, era piena. Di tanto in tanto, infatti, i ghiri si svegliano durante la stagione fredda, ma solo per mangiare, e amano trovare ghiande, bacche, nocciole, noci e castagne.
Babbo ghiro era già a letto.
Cara, per addormentarmi leggerò questo bel libro. Parla di un certo Giuseppe Garibaldi, il quale invia un vaglia di mille euro dalla Liguria al sud dell’Italia, e infatti si intitola “La spedizione dei mille”!disse alla moglie.
Io invece guarderò quelle soporifere televendite dei materassi, sai per conciliare il sonno!
A proposito!Hai telefonato alla telecom per farci svegliare in primavera?
Certo caro!
Solo Dorò non voleva dormire. Lui voleva continuare a fare l’acrobata tra gli alberi, e divertirsi come aveva fatto per tutta l’estate.
Persino il suo fratellino Telemaco e la sorella Clara si erano già messi a letto, e si erano addormentati nonostante avessero un picchio come vicino: e avere un picchio come dirimpettaio è come un vicino di casa amante del fai da te, tutto un martellare e un maledire ogni qualvolta si pesta un dito.
Non voglio buttare via il tempo dormendo!
Così Dorò rimase sveglio tutto l’inverno. Si annoiò molto, tutto solo. Non poteva più fare le sue scorribande con gli amici; innanzitutto perché i compagni dormivano, e poi perché tutto era gelato.
Quando finalmente arrivò la primavera i ghiri si svegliarono. Dorò invece aveva sonno, e così si addormentò. Da quell’anno Dorò non saltò più un letargo. E così anche voi, ragazzi, quando è l’ora di dormire, dovete riposarvi, per recuperare le forze e prepararvi alle vostre belle giornate!