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Fame di amore
Calbo aveva un’idea fissa:pensava sempre a mangiare.
Aveva sempre fame. O meglio, la sua non era vera fame, era piuttosto la sua arma, per stemperare la mancanza di un certo non so che.
Quando tornava da scuola, sul pulmino, già pensava al suo pranzo. Masticare quel cisburger, con la cannuccia della bibita da succhiare, dava lui un senso di sicurezza, e lo faceva stare bene.
Appena arrivato a casa preparava la tavola. I suoi amici avevano come compagni dei cani, il suo più caro confratello a quattro zampe, invece, era proprio il tavolino ove mangiava.
La mamma non c’è!diceva al tavolinoE’ a lavoro! Intanto noi due ci facciamo una bella scorpacciata! Accendeva l’inseparabile televisione, e davanti a essa cominciava a ingurgitare pop corn e patatine. Preferiva soprattutto quelle alla paprica, e le accompagnava con bevande gassate, per sentire meno il senso di sazietà.
Lavorare di mascella mi scarica dalle ansie e dalle inquietudini. Se ho un problema mangio e mi dimentico di tutto. Non penso più alla mamma che non c’è, né agli altri che giocano!
Di tanto intanto interrompeva il suo pasto per cambiare canale, e sgranocchiava un po’ di noccioline, per poter digerire. Poi riprendeva, e senza neppure sentire il sapore dei cibi si abbuffava per riempirsi lo stomaco.
Mangiava, mangiava e mangiava, quello era il suo solo compito, e solo ciò dava senso alla sua vita, ma sentiva la mancanza di qualcosa....sebbene non sapesse di cosa si trattasse.
Tra un pacchetto di snacks e l’altro mangiava un bel gelato, così il freddo dello stesso non gli faceva più avvertire il senso di gonfiore, poi ricominciava.
Un giorno, per le vacanze di pasqua, venne a trovare Calbo suo cugino Sisto.
Insieme cominciarono a uscire e a giocare a pallone. Andavano a passeggiare e a trovare la mamma a lavoro, poi giocavano con gli altri ragazzi, oppure andavano insieme in bicicletta.
Ho capito perché durante l’inverno mangiavo tanto. Mi mancavano gli altri. Il loro affetto e il loro amore. D’ora in poi non starò mai più in casa a satollare la mia pancia, uscirò con gli amici, ho bisogno della loro vicinanza, di loro e della mamma, così l’andrò anche a trovare in ufficio!
L’amore è il pane della vita, e chi si nutre di esso gioirà in eterno!