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Il gIusto mezzo
Gil e Pil erano completamente differenti.
Gil pensava solo ed esclusivamente a giocare, bere e mangiare; Pil, invece, viveva per faticare, soffrire e sacrificarsi,lavorava sempre e ininterrottamente.
Entrambi però stavano male.
Sono schiavo dei miei piaceri!pensava Gil.
Mentre Pil diceva sempre: Non riesco mai a gioire per alcun piacere della vita!
Un giorno i due si conobbero.
Gil fu attratto dal modo di vivere di Pil, e quest’ultimo era assai interessato alla maniera di concepire la vita da Gil.
Piano piano Gil cominciò a lavorare un po’, imitando Pil.
Pil, invece, imparò a trarre godimento dai piaceri, addottrinandosi con l’esempio di Gil,a una vita più mondana.
Finalmente non sono più prigioniero dei miei vizi! Riesco ad amare i miei giochi, ma desidero pure lavorare!diceva Gil.
Adesso anch’io ho visto come nella vita non si deve solo pensare al lavoro, ma anche godere dei beni materiali, senza comunque eccedere!
Nella nostra esistenza, infatti, deve esserci un giusto grado di piaceri,ma si deve fare anche il proprio dovere:questa è la chiave dell’esistenza.