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Il valore delle parole
Melisso vendeva le parole.
Ne aveva di tutti i tipi, e le dava ai migliori offerenti.
Ecco la parola “precipitevolissimevolmente”. E’ lunghissima, e vale parecchio! Chi la vuole?
Le parole lunghe non erano troppo apprezzate, ma avendo tante lettere, chi le comprava, credeva di fare un buon affare.
Cento monete!
Centocinquanta!
Duecento! gridavano gli spettatori.
Duecento e uno, duecento e due, duecento e tre. Assegnata la parola “precipitevolissimevolmente” al signore con la canotta blu!urlava Melisso.
Andavano assai di moda le parolacce. Quelle si vendevano subito. Ma anche i termini come “odio”,”cattiveria”,”perfidia”,e “crudeltà”, erano tutte assai richieste.
Le parole straniere poi, quelle che nessuno sa mai bene cosa vogliono dire, erano molto in voga, e per venderle non ci voleva niente.
Per certi vocaboli, invece, nemmeno coi saldi si riusciva a interessare le persone, si trattava di parole come “cuore”, “giustizia”, “famiglia”, “affetto”, “fratellanza”, “amicizia”........sarebbe invece l’ora di apprezzarle di più.
Il sogno è quello di vedere Melisso cestinare parole come “disprezzo”,”astio”, e “avversione”, buttando poi via tutte le parolacce e vendendo alla folla acclamante termini del tipo di “amore”, “uguaglianza” e “affetto”.