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La fatina deLLe api
Genny,la piccola fata delle api, si era recata all’alveare.Volle fare tante abitazioni, comode e confortevoli, per tutti.
Prese la sua bacchetta magica e cominciò il suo lavoro.
Per iniziare faccio una bella veranda, con ampie vetrate, affinché il sole possa entrare fiammeggiante. Qua, nell’angolo, piazzo una bella panca con morbidi cuscini, e al centro un tavolino!
Poi passò all’ingresso. Lo fece non troppo ampio, con il posto per cambiarsi le scarpe, posare l’ombrello, e appendere il cappotto.
Sempre tenendo con sé la bacchetta fatata, grazie a un piccolo tocco, fece sprigionare, da un nugolo di scintille, la cucina.
Ecco il locale per mangiare, e per la preparazione dei cibi. Le parete sono rivestite di legno, e di legname sono anche il tavolo e le seggiole. A centro tavola piazzo un bel vaso con dei fiori, per fare allegria. Nella credenza faccio spazio per raccogliere il polline, custodire il miele, e immagazzinare la cera!
Fu poi la volta del salotto.Coi suoi poteri particolari fece sorgere un gran divano e due poltrone. Dietro al sofà nacque una grande libreria, a destra della quale si accedeva alla camera da letto.
Questa la faccio con un bel letto soffice, e un capiente armadio, con gli indumenti sia estivi che invernali: i primi a destra e gli altri a sinistra. Poi decoro il tutto con graziosi sopra a mobili!
Tornò in sala, fece magicamente sorgere una stupenda argenteria, e munì un tavolincino dell’occorrente per scrivere e leggere comodamente.
Per ornare le pareti scelse delle stupende opere d’arte su tela, e infine procurò le finestre di tende meravigliose e ricamate a mano.
Per ultimo torno in cucina. E qui faccio un bel camino, per scaldarsi, quando è freddo, vicino al focolare!
A questo punto chiamò due membri dell’alveare: Lapina l’ape operaia, e Apuleia la Regina.
Lapina fu entusiasta:
E’ straordinario! Abituata alla mia sgarrupata celletta, questa, pare una casa straordinaria!
Apuleia, provenendo dalle stanze regali, era invece assai turbata:
Questa è sciatteria! Sono veramente disgustata!
Come abbiamo visto, tutto dipende dalla situazione dalla quale guardiamo le cose, infatti, una normale casa parrebbe eccezionale, a chi è abituato a vivere in una catapecchia. Mentre a chi viene da un castello, una costruzione comune sembrerebbe assai mediocre.
Noi dobbiamo amare la nostra casa qualunque essa sia.
Un noto adagio popolare recita:casa mia , casa mia, per piccina che tu sia ; tu mi sembri una badia!
un discorso diretto si mettono duepunti e virgolette o trattino , vabbe , ma è
stata bella!! Vedi la mia(anche se nn l'ho finita) ciaooooo!!!