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La Liberta’ deLLa mosca 1 LugLio 2004
Io e i miei genitori, abitiamo a pochi chilometri dal mare.
Oggi mio padre, con la sua automobile, mi ha accompagnato alla spiaggia, dove la Mamma mi aspettava.
D’estate, infatti, io e Mamma, siamo soliti trascorrere i pomeriggi davanti al continuo reflusso delle onde, mentre il vento ci accarezza le gambe, e ci fa dimenticare di dover morire.
Durante il tempo in cui ero in viaggio con babbo, d’un tratto ho udito un ronzio. Era una mosca.
Dapprima si è posata sul cruscotto nero, poi ha deciso di alzarsi in volo e si è indirizzata verso il parabrezza della macchina. Credeva di poter uscire, vedendo il vetro trasparente, ma invece, ha, ahimè, trovato la lastra di cristallo a impedirle la sortita.
Ha cominciato a brontolare arrabbiatissima:
Ma come è possibile, credo di essere libera, e invece non mi riesce di passare!
A quel punto è arrivata un’altra mosca. Era il suo compagno. Sentendoli parlare tra loro ho scoperto i loro nomi. Lui era Libero, e lei Vita.
Vita!Ma come mai non ci riesce di uscire, eppure vedo al di là, però qualcosa mi blocca!
Hanno cominciato a volteggiare, e prendendo la rincorsa si schiantavano violentemente contro il vetro, senza tuttavia, naturalmente, riuscire a oltrepassare il tremendo ostacolo.
Poi, i due, hanno cominciato a litigare:
E’ tutta colpa tua, Libero! Sei stato tu a voler entrare nella macchina!
Io credevo di poter balzare fuori quando potevo!
Rispondeva il maschio delle due mosche.
La coppia si trovava nelle stesse condizioni di noi uomini d’oggi. Crediamo di poter essere liberi, e invece è tutto un inganno. Per noi decide la pubblicità, la televisione dispone, e i politici sentenziano, mentre i giornalisti ci raggirano manipolando le notizie. Ci illudiamo di poter preferire e optare questo o quell’altro, ma invece non siamo padroni di alcunché.
Ma torniamo ai nostri Libero e Vita.
Dopo aver discusso per un po’ si sono arresi, e abbracciandosi si sono di nuovo adagiati sul cruscotto. Si abbracciavano e si baciavano, sicuri di essere ormai all’epilogo, e intensamente cercavano di scambiarsi i loro messaggi d’amore:
Ti voglio tanto bene Vita!Tu sei tutto per me, e l’amarti ha dato un senso a tutta la mia esistenza!
Lei rispondeva:
Anche tu, Libero, mi hai dato ragione di vivere!
Io, per premiarli, ho allora abbassato il finestrino, e così loro hanno avuto via libera.
Prima di andarsene si sono un attimo posati sulla mia mano, appoggiata accanto alla portiera dell’auto, come per ringraziarmi. Poi hanno preso il volo, e mi hanno guardato un ultima volta, felici per la libertà riconquistata.
Anche noi, come le due mosche, siamo a questo mondo solo liberi di scegliere di amare o odiare. Dio ci ha fatto a sua immagine e somiglianza, e infatti, come lui e come tutti gli esseri viventi, ci cibiamo dell’amore, mentre l’odio ci fa male.
Anteponiamo l’amore a ogni altra cosa, e il nostro essere, avrà il nutrimento necessario all’esistenza:l’amore è il pane della vita!