Sogno(o forse no)! gridò il babbo, balzando in piedi, davanti al divano, con le gambe divaricate e la faccia stralunata.
Il telecomando aveva cominciato a cambiare ininterrottamente i canali, e come impazzito faceva un velocissimo zapping davanti alla TV.
Per il babbo il fatto era assai grave. Il telecomando era il simbolo del potere familiare, e il non poterlo più controllare era una tragica faccenda.
Intanto Carlino, davanti al frigorifero urlava:
Apriti!e invece il frigo, condizionato dal segnale acustico che avverte il surriscaldamento degli scomparti, non ne voleva sapere di spalancare la porta.
Nel mentre, arrivarono dal bagno gli spazzolini automatici, e si misero a lavare i denti a tutti, con un dentifricio tanto sbiancante, da rendere i denti trasparenti: così sembravano tutti sdentati!
Dallo sgabuzzino saltò fuori l’aspirapolvere, ma invece di aspirare, si mise a spargere sporcizia dappertutto, e si sollevò come una nube di pulviscolo, quasi fosse una miscela esplosiva.
Il forno a microonde era l’unico a funzionare, ma una volta cotte le pietanze se le mangiava.
La macchinetta del caffè, invece degli espressi, faceva dei ritardati. E la gelatiera produceva tazze di latte bollente.
Proviamo a telefonare ai vigili del fuoco!disse la DinaQuesta deve essere la fine del mondo!
Ma la segreteria telefonica teneva occupato il telefono, perché stava chiamando una segreteria sua amica.
Manteniamo la calma!consigliò la mamma. E cominciò a preparare la pastasciutta.
Perbacco!C’è solo il barattolo del sugo al ragù, e io invece volevo fare gli spaghetti al pesto!
Non ti va bene?disse il barattolo del ragùAllora guarda come faccio!Mi sbatto a terra e ti pesto i piedi, così te lo do io il pesto!
La Dina era alla finestra, e urlò:
Le macchine sono tutte ferme. I sistemi frenanti sono tanto efficienti da non far camminare le auto. E la gente è rinchiusa dentro le vetture perché gli sportelli antifurto non si aprono più!
Nel mentre la mamma mise l’acqua in tavola. Ma la bottiglia scoppiava. Infatti, la particella di sodio si era sentita troppo sola, e aveva dato una festa: così la bottiglia era tanto piena di particelle da esplodere.
Proprio mentre stava per tornare la calma comparve l’arricciacapelli, e fece la permanente a tutti, compreso il babbo che era del tutto calvo.
Le luci iniziarono a accendersi e spengersi da sole:
Lavoriamo a intermittenza. E’ sciopero a singhiozzo!urlavano.
La lavatrice lavava, asciugava i panni, e li tendeva, ma poi, anziché farli indossare al loro proprietario, se li metteva lei stessa.
Il frullatore ballava la tarantella, lo sbattiuova suonava la fisarmonica,e il ferro da stiro faceva i gelati. La cyclette andava da sola e gli orologi camminavano all’indietro.
Insomma, l’uomo aveva prodotto la tecnologia per liberarsi dalle schiavitù, e ora era divenuto schiavo della tecnologia.

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