Fuori infuriava la tempesta. Il vento ululava spaventosamente, e la pioggia ticchettava violenta sulle tegole del tetto. Il cielo nero, ogni poco, era illuminato per un momento da saette, e si udivano fragorosi tuoni, i quali, col loro rimbombo, facevano balzare Flara sul letto.
Ho tanta paura!diceva Flara, e tornava a nascondersi sotto le lenzuola.
Il tempo trascorreva, e lei non riusciva ad addormentarsi.
Andò in camera della mamma e la chiamò:
Mammina, ho tanta paura di questa bufera, non riesco a prender sonno!
Ti racconterò una fiaba, amore mio!Vieni qui con me sul lettone!rispose la mamma di Flara, e cominciò la narrazione:
C’era una volta uno gnomo,si chiamava Baldo,ed era tanto piccolo. Vestito di bianco e rosso e con un grosso cappellone a forma di cono, disegnato a spicchi, anch’essi bianchi e rossi.
Questo tipo di gnomi vivevano solo di notte,mentre il giorno dormivano, per non farsi scorgere da noi persone normali. Baldo era però molto pauroso, e ogni qualvolta sentiva un rumore si fermava nel camminare,si copriva gli occhi col cappellone, ed era capace di stare fermo e immobile, anche per una intera nottata.
Bastava il fruscio di un albero del bosco, ed ecco Baldo bloccarsi. Era sufficiente il passagio di un uccello notturno, e Baldo si fermava. Aveva terrore di procedere, e non sapeva come fare.
Una notte, mentre era fermo in attesa di prendere il coraggio di camminare, si tirò su il cappellone e cominciò a guardare il cielo, vide Cassiopea e tutte le costellazioni. Scelse una stella e la prese come punto di riferimento. Da quel momento non ebbe più paura di camminare, e guardando la sua stella camminò sempre sicuro.
Anche tu, Flara, quando non sai come camminare, deve guardare le tue stelle, i tuoi punti di riferimento: la mamma, il babbo, le tue maestre a scuola, e Dio!
Flara sorrise, baciò la mamma, si raggomitolò vicino a lei sul talamo, e si addormentò stringendole la mano.

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