Giacomino se ne stava davanti allo specchio.Voleva proprio capire se era bello o brutto.
Cominciò a guardarsi bene, e a parlarsi:
Ciao Giacomino!Come stai?disse a sé stesso rivolgendosi verso lo specchio.
Chiuse un occhio, e anche la figura riflessa chiuse un occhio.
A dire la verità, mi sembro un po’ bruttino!
Fece la linguaccia, e lo specchio rispose. Strizzò la bocca, e idem fece lo specchio.
Poi cominciò ad alzare il ciglio sinistro. Dopo alzò il ciglio destro.
Dunque! Se io alzo il ciglio sinistro, anche tu alzi quello alla mia sinistra, che però per te è la destra. Quindi non sei una copia, sei anzi l’opposto. Allora se io muovo il braccio sinistroe alzò il braccio mancinotu sollevi quello a dritta, e quindi, se tu sei brutto, allora vuol dire che io sono bello!
Ma Giacomino non era soddisfatto di questa risposta. Prese una sua fotografia e la mise davanti allo specchio.
In effetti la foto appare tutta al contrario, ma nel complesso è la stessa, dunque se il Giacomino nello specchio è brutto, anche io lo sono altrettanto!
A questo punto chiese al Giacomino nello specchio di stare fermo, per potersi allontanare e guardarlo da altre prospettive, ma naturalmente la figura lo seguiva nei movimenti, allora provò a chiamarlo all’incontrario:
Ti prego ONIMOCAIG(Giacomino da destra a sinistra), stai fermo!
Ma lo specchio non ne volle sapere.
Siamo alti uguale. Abbiamo la bocca della stessa grandezza. I capelli dello stesso colore. Siamo proprio identici!
Continuò provando a toccare lo specchio, per sincerarsi della grandezza delle mani, e anche queste erano equivalenti, come tali e quali ai suoi erano gli occhi.
Si girò e facendo finta di niente provò a guardarsi facendo finta nulla, ma lo specchio se ne accorgeva.
Come faccio a capire se sono bello o brutto se tu continui a fare come ti pare. Ti ho detto di stare fermo!
E Giacomino si mise fermo come una statua.
Ma così perdo tutta la mia espressione!Non sono più io! Del resto per capire se sono bello o brutto devo anche mettermi nei panni degli altri. Per mia nonna sono suo nipote. Per Martina,la mia sorellina, sono suo fratello maggiore. Per Enrico, di un anno più grande di me, sono suo fratello minore. Per mamma e babbo sono il figlio mezzano. Per Alfonso sono suo cugino. Per la mia classe,a scuola, sono un compagno. Per la maestra un allievo! E‘ come se ci fossero tanti Giacomini per ogni persona, ma in definitiva, sarò bello o brutto?
Tutto un tratto, dietro le spalle di Giacomino, apparì suo fratello, e Giacomino lo vide allo specchio. Nonostante tra i due ci corresse un anno, erano quasi come due gocce d’acqua, tanta era la somiglianza. A giacomino suo fratello parve bellissimo:
Adesso o capito! A farci vedere le persone belle o brutte, è l’amore col quale le guardiamo!

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