La famiglia di Nicolino, dipendeva in tutto dalla televisione.
Si cominciava al mattino:con l’oroscopo. Infatti, tutti, decidevano la propria giornata in base a quanto presagivano gli astri. Molto importanti erano anche le previsioni del tempo. Quando predicevano pioggia, anche se c’era un gran sole, era d’obbligo uscire con l’ombrello aperto: perché l’ha detto la televisione!
Molte erano le ore trascorse davanti allo schermo.
Quando parlava sua maestà la TV, in casa tutti dovevano tacere.
Raramente Nicolino aveva sentito la voce dei suoi genitori, perché tutti dovevano sempre ascoltare la televisione! Tanto è vero che Nicolino, da piccolo, credeva che la sua Mamma fosse la TV; il telecomando il suo fratellino;e il televideo suo zio.
Appena tornati da scuola, dopo pranzo, c’era la telenovella. Nella puntata di quel giorno, la tredicimilanovecentosessantottesima, la moglie del protagonista, gelosa, aveva incaricato un investigatore di pedinarlo; ma essendo il marito maratoneta, il povero investigatore durava un gran fatica a corrergli dietro.
Dopo ci fu un telefilm culturale. Era la storia di alcuni ragazzi bulgari emigrati. Siccome in Bulgaria, per dire di sì, si scuote la testa, e per far segno di no, si alza e si abbassa il capo, nessuno li comprendeva.
Alla fine del pomeriggio tornò il babbo da lavoro. Era l’ora dello sport sul teleschermo. Si dovette assistere a un incontro di una nuova disciplina. Due atleti coi piedi lunghissimi gareggiavano tra loro: vinceva chi riusciva a pestare più calli a quell’altro.
A cena Nicolino, mentre sognava di poter giocare coi fratelli, o parlare coi genitori, tentò di attirare l’attenzione:
Domani a scuola facciamo un tema di storia!
Stai zitto c’è il telegiornale!niente, non era possibile, in quella casa contava solo la televisione.
Anche la serata, naturalmente, fu trascorsa davanti al video. Nicolino pensava a quando aveva sentito dire di quando, una volta, tanto tempo fa, nelle case si stava tutti assieme davanti al camino, e poi si giocava a carte. Quella sera ci fu “C’è Posto Per Te”, un programma sulle difficoltà di trovare un posto in tram all’ora di punta.
Alla fine della giornata venne trasmesso un film, ma il nonno dovette andare a letto, perché era intitolato “Stringi i Denti”, e lui aveva la dentina.
Mentre c’era il film, Nicolino andò a pensare in camera sua. Voleva in tutti i modi riuscire a conoscere i suoi familiari, voleva stare con loro, condividerci le ore, i momenti di gioia e anche quelli meno belli. Vagheggiava di poter diventare qualunque cosa volesse schioccando le dita. Poi si accorse che...miracolo: gli riusciva davvero. Andò in salotto. Schioccò le dita, e si trasformò in un tavolino. Ma, nulla, nessuno gli dette importanza. Poi provò a divenire una seggiola, e quindi un divano, ma sempre senza risultato. Allora gli venne finalmente l’idea di diventare una televisione. Schioccò di nuovo le dita e si mise al centro del salotto. Tutti cominciarono finalmente a guardarlo, ed erano anche parecchio interessati.
Trasmise un documentario sulla famiglia:
Le famiglie devono essere davvero più unite. Si deve giocare e uscire insieme. C’è bisogno di parlare, ascoltare, scambiarsi idee, affetti e sentimenti. diceva il documentario è necessario diminuire le ore trascorse davanti al video, e anche quando lo si fa, c’è bisogno di discutere insieme riguardo ai programmi!
I familiari capirono,Nicolino schioccò le dita e tornò un bambino: da quel giorno guardarono sempre meno la TV, così invece di passare le ore passivi davanti al televisore, i componenti della famiglia cominciarono ad amarsi davvero!

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