Lietta era una formica, sempre gentile e cortese con tutti. Aveva tuttavia un problema: le faceva una gran paura il buio, e nessuno la voleva aiutare.
Un giorno si ritrovò sperduta, nell’antro oscuro di una galleria del formicaio.
Lietta non sapeva come fare.
Aiutatemi! Soccorretemi! Chi ha spento la luce? Avete pagato la bolletta?
Per evitare che la luce deteriori le riserve di cibo, infatti, i meandri della casa delle formiche sono sprovvisti di finestre, e c’è solo una serie di canali per l’aerazione.
In questa faccenda non ci vedo chiaro! Aiuto!
Passavano amici, e quelli che lei credeva fratelli, ma nessuno si fermava a porgere il proprio soccorso.
Alla fine arrivò Clotilde, la lucciola. Ecco, allora, la lanterna del piccolo insetto, farle luce, e guidarla per uscire.
Lietta, da grande, divenne la regina del formicaio. Lei non si adirò con chi non l’aveva aiutata quando aveva avuto paura del buio, ma anzi fu una sovrana assai buona e conforme ai principi morali: perdonando tutti.
Anche a noi nella vita, può capitare di ritrovarci soli e sperduti. Alla fine, comunque ci capiterà di trovare qualcuno a farci luce. La sua sola presenza ci darà aiuto e conforto, e dovremo perdonare chi non ci ha sostenuto, sarà il modo migliore per dimostrare agli altri cosa sono l’amicizia e la fratellanza.

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